Un post interessante...
S.
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Sunday, 17 March 2013
Wednesday, 5 December 2012
Monday, 3 December 2012
Rassegna stampa
Sono finito su "la Repubblica" grazie alla mia pagina "Come-non-si-scrive-la-tesi", ma...
Bah. Meglio google
S.
Bah. Meglio google
S.
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Wednesday, 9 May 2012
CCL.zip.deluso.ancora / 2
E comunque, promemoria sui problemi di alcuni corsi a TWM:
- Algoritmi e strutture dati. Non ha senso senza laboratorio.
- Sistemi operativi. Anche qui sarebbe meglio il laboratorio, in modo che vedano il C, ma forse anche no.
- Programmazione OO. Anche qui serve un laboratorio. Gli studenti non imparano a programmare OO. Non che sia facile, ma senza un lab. in cui mettere in pratica lo è ancora di meno...
- Basi di dati. Evitare questioni teoriche sull'algebra relazionale. Invece fare DB XML, NoSQL, MapReduce, Hadoop, ...
- Ingegneria del software. Probabilmente anche qui si può cambiare qualcosa. Che "software" scrive che si laurea in TWM? Applicazioncine Web, con uso di qualche framework stile MVC (Struts, Zend, ecc.), e/o qualche framework Javascript/AJaX (jQuery, ...), e/o un CMS. Che legami con la catena di corsi TW1-2-3? Con PSW (che secondo me è un po' l'"Ingegneria del software per TWM")? Con PAOO?
Se il prossimo anno con la primavera, oltre a pollini e rondini, arrivano anche le solite discussioni sulla Questione Programmazione, devo ricordarmi di sollevare anche queste. Anzi magari lo faccio comunque...
S.
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Friday, 4 May 2012
Tuesday, 24 April 2012
CCL.zip.deluso.ancora
Con l'arrivo della primavera, come ogni anno (cfr. i post con etichetta CCL.zip degli ultimi 4 anni...) si è discusso per l'ennesima volta della "Questione Programmazione". Come al solito la discussione è stata spiacevole e come al solito alla fine abbiamo "vinto" noi, anche se è stata una vittoria risicata (per un voto) e con l'amaro in bocca perché "su queste cose non si deve arrivare a votare". E perché sono proprio stufo di questa storia.
Spero che da ora in poi si discuta su un altro piano, sui contenuti e sulle metodologie (qui un altro spunto interessante), e si smetta di fare una guerra fra poveri che toglie energie ed entusiasmo a tutti quanti. Ma sono 4 anni che lo spero e quindi non sono ottimista...
S.
Spero che da ora in poi si discuta su un altro piano, sui contenuti e sulle metodologie (qui un altro spunto interessante), e si smetta di fare una guerra fra poveri che toglie energie ed entusiasmo a tutti quanti. Ma sono 4 anni che lo spero e quindi non sono ottimista...
S.
Wednesday, 1 February 2012
Bah
Qualche Consiglio di Facoltà fa si è discusso dei laboratori di facoltà. Qualcuno (me compreso) sosteneva che forse prima di spendere migliaia di euro in postazioni di lavoro poteva aver senso pensare di "sfruttare" i portatili degli studenti e investire i miseri fondi in altro (software, server, infrastrutture, ecc.).
Più o meno contestualmente, qualche Consiglio di Facoltà fa (qualche mese fa!) ho chiesto che venisse creata una mailing list di facoltà. Ancora niente... (è un'operazione di pochi minuti). Volevo usare la mailing list anche per divulgare i risultati di un questionario; siccome la mailing list non c'è, divulgo qui.
Il questionario riguardava proprio la situazione laboratori di facoltà e conteneva varie domande, alcune con risposte aperte in testo libero. Hanno risposto in 406 (su circa un migliaio di studenti della facoltà). Fra i risultati, solo il 6% non ha a disposizione un suo portatile; solo il 17% preferisce avere a disposizione una postazione fissa in laboratorio. Fra i commenti in testo libero, ci sono anche un po' di richieste "interessanti" e ricorrenti, tipo avere stampanti migliori, avere accesso a internet e alla rete Wi-Fi, ecc.
Insomma, in una facoltà con corsi di laurea vari in Informatica, IT, ICT, la situazione è:
P.S. Riporto qui anche la mail che avevo fatto inviare il 5 ottobre 2011 a tutti i membri del CdF, così, per completezza (tanto, in barba alla netichetta, è già arrivata ad altre persone oltre i destinatari originali...):
S.
Più o meno contestualmente, qualche Consiglio di Facoltà fa (qualche mese fa!) ho chiesto che venisse creata una mailing list di facoltà. Ancora niente... (è un'operazione di pochi minuti). Volevo usare la mailing list anche per divulgare i risultati di un questionario; siccome la mailing list non c'è, divulgo qui.
Il questionario riguardava proprio la situazione laboratori di facoltà e conteneva varie domande, alcune con risposte aperte in testo libero. Hanno risposto in 406 (su circa un migliaio di studenti della facoltà). Fra i risultati, solo il 6% non ha a disposizione un suo portatile; solo il 17% preferisce avere a disposizione una postazione fissa in laboratorio. Fra i commenti in testo libero, ci sono anche un po' di richieste "interessanti" e ricorrenti, tipo avere stampanti migliori, avere accesso a internet e alla rete Wi-Fi, ecc.
Insomma, in una facoltà con corsi di laurea vari in Informatica, IT, ICT, la situazione è:
- non c'è una mailing list dei membri della facoltà;
- dai laboratori non c'è l'accesso alla rete WiFi;
- si fa fatica a stampare.
P.S. Riporto qui anche la mail che avevo fatto inviare il 5 ottobre 2011 a tutti i membri del CdF, così, per completezza (tanto, in barba alla netichetta, è già arrivata ad altre persone oltre i destinatari originali...):
Oggetto: Sui laboratori di facolta'Bah.
Care/i tutte/i,
durante l'ultimo CdF, [...] ha sollecitato una riflessione ponderata sul modo migliore per investire il contributo per i laboratori di facolta' che l'Ateneo (forse) ci assegnera'. Vorrei portare alcuni contributi piu' meditati di quanto ho gia' detto in Facolta', e soprattutto alcuni dati. Cerco di essere sintetico.
Innanzi tutto, osservo che questo non e' un problema solo nostro, e che se ne parla ormai da anni, come una veloce ricerca su google consente di appurare:
- http://www.google.com/search?q=what+computer+lab+should+university+have+now+that+students+have+laptops%3F
Poi, ecco alcuni dati:
1) Ho svolto un veloce sondaggio al corso di Programmazione e laboratorio per la laurea in TWM. Erano presenti circa 70 studenti, la maggior parte matricole piu' alcuni studenti degli anni successivi. Risultato: il 100% (*tutti*) avra' un portatile entro 6 mesi.
2) Ho svolto un sondaggio piu' sistematico usando Google Form. Il sondaggio dovrebbe essere stato inviato agli indirizzi mail SPES di tutti gli studenti di un corso di laurea della nostra facolta' (incluso l'interfacolta' CMTI). Risultati:
- hanno finora risposto 304 studenti (su un totale di circa 1000, immagino), in due giorni e mezzo;
- il 95% ha un proprio portatile o ce l'avra' entro 6 mesi;
- il 50% dichiara di preferire di "Poter usare il tuo portatile"; il 25% si dichiara "Indifferente"; il 16% di preferire di "Avere a disposizione un calcolatore fisso da usare, fornito dalla Facoltà".
Il sondaggio e' ancora in compilazione, immagino soprattutto da parte di studenti del primo anno che forse non hanno ancora un indirizzo email su SPES. Fra qualche giorno chiudero' il sondaggio e rendero' disponibili tutti i dati; comunque il quadro mi pare gia' chiaro.
Sulla base di questi dati, mi pare che non si possa che ribadire la necessita' di ridiscutere le modalita' di allocazione degli eventuali fondi per il laboratorio. Mi sembra che sia da considerare seriamente l'opzione di *non* investire in 50 postazioni di lavoro ma in infrastrutture di rete, prese elettriche, stampanti, software, licenze, servizi Web, ecc., come appunto suggerito durante il CdF. Molti commenti degli studenti (raccolti con altre domande specifiche del questionario) vanno in questo senso.
Secondo me sarebbe anche una buona mossa investire in un certo numero di laptop (5? 10?) da fornire in comodato d'uso ai migliori studenti di ogni corso di laurea, magari in convenzione con qualche venditore per avere prezzi scontati e una buona pubblicita'.
Gia' che ci sono, aggiungo in chiusura anche due brevi riflessioni sul sistema informativo di ateneo/facolta'.
A livello di ateneo, non c'e' una mailing list degli studenti di un certo anno/corso/facolta'. Per inviare il questionario a tutti gli studenti ho dovuto interagire con l'URP che, "a mano" (non so i dettagli...) ha dovuto estrarre da un database i vari sottoinsiemi di studenti e procedere a piu' invii separati (per inciso, questo e' il motivo per cui ho usato poc'anzi condizionale sull'invio a tutti gli studenti della facolta'). Ho interagito per un'ora con Google Forms per preparare il sondaggio, e poi ho interagito per un giorno con l'URP per riuscire a inviarlo. Scusate se sono brutale, ma mi sembra una cosa ridicola.
Ma ancora piu' ridicolo mi sembra il fatto che non c'e' una mailing list dei docenti del nostro CdF (di Scienze!), ne' del CCL (in discipline *informatiche*!). Per il CCL c'e' un elenco di docenti "in chiaro", e per il CdF neanche quello. Le liste CdF/CCL consentirebbero di far circolare certi dati per email (tipo questo messaggio, ma anche, ad es., i dati sulle immatricolazioni/iscrizioni), con conseguente risparmio di tempo e maggiore trasparenza. Usando gli strumenti di Google si fa tutto in un'ora; e c'e' comunque anche un servizio di ateneo.
Quindi concludo chiedendo che vengano create al piu' presto le mailing list di CdF e CCL, con gestione in carico alla segreteria di facolta'. Se questo non verra' fatto entro il prossimo consiglio, e' mia intenzione chiedere una votazione durante le Varie ed eventuali per deliberare sulla creazione immediata delle liste.
Saluti,
S.
S.
Thursday, 15 December 2011
Dati
In qualche ultimo consiglio si insiste che alle specialistiche diamo voti troppo alti, sia negli esami sia come voto di laurea. È una sensazione che ho avuto anche io, ma siccome è meglio avere dati, ho provato a confrontare su Almalaurea i voti di Udine e della media italiana degli anni 2006-2010, e il confronto è interessante: diamo voti più alti negli esami (circa +1% in media sui cinque anni) e più bassi alla laurea (circa -3% in media sui cinque anni). Ecco due grafici:


Come dico sempre, bisogna partire dai dati e *poi* formarsi le opinioni...
S.
Come dico sempre, bisogna partire dai dati e *poi* formarsi le opinioni...
S.
Monday, 9 May 2011
Wednesday, 20 October 2010
Almalaurea, statistiche e dintorni / 2
Oggi durante il CCL ho riguardato le statistiche di Almalaurea. Voti di diploma per i laureati triennali nel 2009 a Udine in:
Altra cosa: tutti contenti per l'incremento di matricole a Informatica e per il calo solo lieve a TWM. Vabbè, bella forza: una volta arrivati al fondo non resta che risalire... e negli ultimi 5-10 anni abbiamo avuto un calo lineare e preoccupante. È un po' come il PIL che adesso risale dopo la crisi e tutti a dire che la crisi è finita, ma la crisi finirà quando il PIL sarà di nuovo maggiore di quanto era... E comunque, al solito, ci si dimentica di dire che è un fenomeno a livello mondiale, come già scritto.
Mah. Gli scienziati dovrebbero saper "leggere" i dati...
S.
- Informatica: 79,0
- Tecnologie Web e Multimediali: 77,9
- Matematica: 90,6
- Ingegneria: 86,7
Altra cosa: tutti contenti per l'incremento di matricole a Informatica e per il calo solo lieve a TWM. Vabbè, bella forza: una volta arrivati al fondo non resta che risalire... e negli ultimi 5-10 anni abbiamo avuto un calo lineare e preoccupante. È un po' come il PIL che adesso risale dopo la crisi e tutti a dire che la crisi è finita, ma la crisi finirà quando il PIL sarà di nuovo maggiore di quanto era... E comunque, al solito, ci si dimentica di dire che è un fenomeno a livello mondiale, come già scritto.
Mah. Gli scienziati dovrebbero saper "leggere" i dati...
S.
Thursday, 10 June 2010
A Classification of Computer Science Research :-)
A Classification of Computer Science Research (from here):
This is a view of computer science research. Sarcasm abounds. This is supposed to be funny, but it can offend people. Don't read if you are easily offended, and don't get angry if your most favorite research topic is not presented appropriately. If your most favorite pet is not here, please let me know.
This is a view of computer science research. Sarcasm abounds. This is supposed to be funny, but it can offend people. Don't read if you are easily offended, and don't get angry if your most favorite research topic is not presented appropriately. If your most favorite pet is not here, please let me know.
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Monday, 29 March 2010
Wednesday, 10 March 2010
Frase
"Di imparare non si finisce mai, e quel che non si sa è sempre più importante di quel che si sa già" (Gianni Rodari).
S.
Wednesday, 22 July 2009
Wednesday, 8 July 2009
Didattica complicata... (was: CCL.zip.deluso)
I fatti:
Mah. Triste è dire poco. Chissà qual è il principio pedagogico fondamentale per cui un solo docente è meglio di due. Se qualcuno ne è a conoscenza, me lo comunichi, per favore: io credevo che il Docente Unico fosse solo l'idiozia di qualche politico. Sostenere che un solo docente fa meglio mi pare demenz... ehm, diciamo insensato: due docenti si confrontano, si complementano, spesso quello che uno spiega male viene spiegato meglio dall'altro, ecc. ecc. Non sono a conoscenza di nessuna lamentela da parte degli studenti sui due docenti. In almeno un altro insegnamento ci sono due docenti.
Chi ha votato contro non ha neanche fornito alternative. Che il corso lo tenga io da solo mi pare fuori questione. Sono 120 ore, credo che nessun docente tenga 120 ore di didattica al primo anno, più altre 96 agli anni successivi, tutto gratuito, e dopo aver avuto per tre anni un carico didattico di 120 ore, rispetto alle 96 della maggior parte dei miei colleghi. (c'è qualcuno?)
Diciamo che per simmetria con l'insegnamento omologo in un corso di laurea simile, io potrei tenere la parte di teoria e chiedere una supplenza per coprire le 72 ore di laboratorio.
Forse questa soluzione è migliore? Costerà di più. Ipotizza che la parte di teoria è quella centrale (come detto prima per questo corso non è così). Le lezioni verranno fatte peggio. La collaborazione instaurata da anni con P non proseguirà. Le metodologie didattiche innovative, che potrebbero portare anche vantaggi in termini di finanziamenti e valutazione di Facoltà e ateneo, non verranno più sperimentate. Mah. E tutto questo quando ci sono altri corsi che da anni presentano chiari problemi...
Ci dev'essere sotto qualcos'altro. Forse una visione vecchia degli argomenti del corso per cui dovremmo insegnare cose diverse? Forse una visione limitata, per cui le cose importanti che dovremmo insegnare nel corso sono quelle che servono al docente X per il suo insegnamento? Forse una visione vecchia dell'attività di insegnamento per cui il docente se ne sta sul suo piedistallo nella sua torre d'avorio a pontificare il Verbo e questi esperimenti di autovalutazione sono delle stupidaggini? Ho usato il forse e il condizionale, ma queste posizioni sono state espresse in modo esplicito e più volte durante riunioni e consigli.
A pensare male si potrebbe anche pensare alla malafede - cosa che mi sforzo continuamente di non fare, ma sinceramente il non farlo mi è sempre più difficile. Forse alla base c'è semplicemente un'opposizione preconcetta verso P che si guadagna i soldi della supplenza e che spesso ha detto quello che pensava? Forse ho detto anche io troppo spesso quello che pensavo? Forse c'è il desiderio di affossare l'intero corso di laurea?
Mah. Triste è dire poco. Deluso. Smetto di dire quello che penso. Lo scrivo.
S.
- Da 8 anni tengo un corso al primo anno di università. Il corso è stato fino allo scorso anno di 10 crediti (CFU), di cui 6 di teoria e 4 di laboratorio. Da quest'anno (2008/09) il corso è di 6 CFU di teoria e 6 di laboratorio. I 6 CFU di teoria corrispondono a 48 ore di lezione frontale in aula (lucidi, lavagna, concetti, esempi, ecc.). I 6 CFU di laboratorio corrispondono a 72 ore; in queste ore gli studenti devono fare, appunto, attività di laboratorio: stare seduti davanti a un calcolatore e svolgere esercizi di programmazione. Totale del corso: 120 ore.
- Non ho mai tenuto il corso da solo: la parte di teoria è tenuta per 24 ore da me e per 24 ore da un mio collega, P. Fino a quest'anno l'attività di laboratorio veniva svolta con l'assistenza da parte di un docente (di solito altri 3 dottorandi, 24 ore a testa).
- Per il tipo di corso, l'attività di laboratorio è importante. Per gli studenti è importante "fare", mettendo continuamente in pratica quello che spieghiamo durante le lezioni di teoria. La parte di teoria pesa 6 crediti, esattamente come quella di laboratorio. Gli studenti dovrebbero passare 48 ore in aula e 72 ore in laboratorio. Il laboratorio è quindi una parte centrale del corso, non un'appendice.
- Negli anni abbiamo affinato l'attività di laboratorio. Tramite un'applicazione Web (inizialmente costruita da P e poi raffinata negli anni), gli studenti ricevono gli esercizi da svolgere nell'ordine opportuno.
- Da quest'anno abbiamo cominciato a sperimentare una metodologia innovativa: l'autovalutazione (il peer assessment). Parte dell'attività di laboratorio consiste nel valutare le soluzioni prodotte da altri studenti.
- Per lo studente, valutare esercizi svolti da altri studenti è didatticamente valido (perché vede soluzioni a cui magari non aveva pensato). Per il docente, avere una "potenza di valutazione" più elevata consente di assegnare - e valutare - esercizi che altrimenti non verrebbero assegnati o valutati. Il peer assessment è un tema molto studiato, e molto caldo in questi anni.
- Ovviamente il peer assessment pone il problema dell'affidabilità della valutazione: non sempre gli studenti saranno in grado di assegnare un voto corretto agli esercizi che correggono. Per risolvere questo problema, abbiamo pensato di basarci su un meccanismo che ho proposto qualche anno fa per la letteratura scientifica e che è stato adattato anche a Wikipedia. Questo meccanismo è stato modificato per il peer assessment, e le potenzialità sono notevoli perché le sperimentazioni svolte finora sono incoraggianti e perché in questo dominio, a differenza dei due precedenti, è disponibile un'autorità (il docente) in grado di decidere il voto corretto dell'esercizio, e ciò dovrebbe favorire la convergenza del sistema.
- Stiamo sperimentando anche altre metodologie didattiche innovative: usiamo strumenti del Web 2.0 per condividere materiale, notizie e informazioni con gli studenti; stiamo implementando un'applicazione per calcolatori e dispositivi mobili che consenta agli studenti di "votare" in tempo reale una lezione, di richiedere approfondimenti ed esempi, e comunque di comunicare al docente informazioni utili sia durante la lezione sia alla fine di essa (altra idea di P, se ricordo bene).
- La preparazione degli esercizi, la loro correzione, il rispondere alle domande degli studenti (anche e spesso poste per email), la valutazione dell'attività svolta in laboratorio, la preparazione di un progetto di fine corso e la sua correzione sono tutte attività collegate al laboratorio e che finora abbiamo sempre svolto P ed io.
- Tutto questo a costo zero. Non abbiamo mai chiesto un euro per sviluppare il software, per raccogliere i dati, per avviare sperimentazioni, ecc. ecc. Tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata una squadra, guidata da P e me, a lavorarci.
- Per il prossimo anno intendevamo continuare più o meno nello stesso modo. P ed io avevamo anche proposto al Preside, mesi fa e di nostra iniziativa, di ridurre la presenza del docente in laboratorio da 72 ore a 24 ore, per più motivi: la pesante riduzione del budget supplenze (motivo principale!), la disponibilità dell'autovalutazione, la bassa frequenza in laboratorio (essendo gli esercizi disponibili sul Web, lo studente li può svolgere da casa, con gli orari che più gli convengono, con il proprio calcolatore - che è probabilmente migliore di quello che trova in laboratorio -, con le proprie modalità, ecc.), ecc.
- 24 ore di supplenza (per P), 24 ore di collaborazione didattica (per un dottorando), continuità didattica con gli scorsi anni (8 anni!), metodologie didattiche innovative, 2 docenti (24 ore a testa) per la parte di teoria.
Mah. Triste è dire poco. Chissà qual è il principio pedagogico fondamentale per cui un solo docente è meglio di due. Se qualcuno ne è a conoscenza, me lo comunichi, per favore: io credevo che il Docente Unico fosse solo l'idiozia di qualche politico. Sostenere che un solo docente fa meglio mi pare demenz... ehm, diciamo insensato: due docenti si confrontano, si complementano, spesso quello che uno spiega male viene spiegato meglio dall'altro, ecc. ecc. Non sono a conoscenza di nessuna lamentela da parte degli studenti sui due docenti. In almeno un altro insegnamento ci sono due docenti.
Chi ha votato contro non ha neanche fornito alternative. Che il corso lo tenga io da solo mi pare fuori questione. Sono 120 ore, credo che nessun docente tenga 120 ore di didattica al primo anno, più altre 96 agli anni successivi, tutto gratuito, e dopo aver avuto per tre anni un carico didattico di 120 ore, rispetto alle 96 della maggior parte dei miei colleghi. (c'è qualcuno?)
Diciamo che per simmetria con l'insegnamento omologo in un corso di laurea simile, io potrei tenere la parte di teoria e chiedere una supplenza per coprire le 72 ore di laboratorio.
Forse questa soluzione è migliore? Costerà di più. Ipotizza che la parte di teoria è quella centrale (come detto prima per questo corso non è così). Le lezioni verranno fatte peggio. La collaborazione instaurata da anni con P non proseguirà. Le metodologie didattiche innovative, che potrebbero portare anche vantaggi in termini di finanziamenti e valutazione di Facoltà e ateneo, non verranno più sperimentate. Mah. E tutto questo quando ci sono altri corsi che da anni presentano chiari problemi...
Ci dev'essere sotto qualcos'altro. Forse una visione vecchia degli argomenti del corso per cui dovremmo insegnare cose diverse? Forse una visione limitata, per cui le cose importanti che dovremmo insegnare nel corso sono quelle che servono al docente X per il suo insegnamento? Forse una visione vecchia dell'attività di insegnamento per cui il docente se ne sta sul suo piedistallo nella sua torre d'avorio a pontificare il Verbo e questi esperimenti di autovalutazione sono delle stupidaggini? Ho usato il forse e il condizionale, ma queste posizioni sono state espresse in modo esplicito e più volte durante riunioni e consigli.
A pensare male si potrebbe anche pensare alla malafede - cosa che mi sforzo continuamente di non fare, ma sinceramente il non farlo mi è sempre più difficile. Forse alla base c'è semplicemente un'opposizione preconcetta verso P che si guadagna i soldi della supplenza e che spesso ha detto quello che pensava? Forse ho detto anche io troppo spesso quello che pensavo? Forse c'è il desiderio di affossare l'intero corso di laurea?
Mah. Triste è dire poco. Deluso. Smetto di dire quello che penso. Lo scrivo.
S.
Wednesday, 30 July 2008
Tuesday, 12 February 2008
Lettera della carlucci su Maiani
Premessa: non conosco Maiani, né la Carlucci. Ma se la Carlucci fosse una mia studentessa e avesse scritto questa lettera, la stroncherei così:
S.
P.S. Ovviamente quanto sopra è da prendere in tono ironico... e didattico. Ci tengo in particolare a sottolineare l'aspetto didattico: per spiegare come si scrive, spesso il modo migliore è di far vedere come non si scrive, come ad esempio qui. Grazie alla Carlucci per un "buon" (!) esempio.
Roma, 7 febbraio 2008O è vero o è falso. "Niente di più falso" non ha senso. È anche sicuramente sbagliato: "2+2=3" è "meno falso"? E "2+2=3 e Maiani è un fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali"? E "2+2=3 e Maiani è un fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali e la Carlucci ha sempre torto"? ecc. ecc.
Spett.le : Presidente Prodi
Ministro Mussi
Sottosegretario Modica
P.C. : Componenti Commissione Cultura Camera dei Deputati
Componenti Commissione Cultura Senato della Repubblica
Nel proporlo alla Presidenza del CNR Luciano Maiani è stato definito fisico di alto profilo dotato di grandi capacità manageriali. Niente di più falso.
Maiani nel 1969 ha avuto la fortuna di lavorare per un semestre ad Harvard con Sheldon Glashow (Premio Nobel per la Fisica nel 1979) con i quale pubblicò l’unico suo lavoro degno di interesse.Manca il riferimento bibliografico. Manca la dimostrazione che fra le centinaia di lavori di Maiani non ve ne sia nessun altro "degno di interesse". Chi scrive dovrebbe prima leggerli tutti e poi "smontarli" uno per uno.
Lavoro che firmò ma che chiaramente non capì visto che nel 1974 lo rinnegò pubblicando un altro lavoro (nota bene: insieme a Cabibbo, Parisi e Petronzio)Di nuovo manca il riferimento bibliografico.
dove confusero particelle elementari di proprietà fisiche diverse."Confondere" è ambiguo. Cosa c'entri il confondere con il "chiaramente non capì" non è chiaro.
Successivamente Glashow addirittura si oppose a che Maiani ottenesse un posto di ruolo al CERN poiché manifestamente non aveva capito una teoria di cui era autore. Cosa, questa, estremamente ridicola.Sarà anche ridicola, ma lo sono molto di più le affermazioni ingiustificate: chi dice che Glashow si oppose? Chi dice che lo fece perché Maiani non aveva capito? Chi dice che Maiani non aveva capito?
Tutto questo creò un notevole danno di immagine alla Fisica italiana e alla tanto pubblicizzata scuola romana della Sapienza:Chi lo dice? Dove? Quando? Quantificare il "notevole" danno e la "tanto" pubblicizzata.
i famosi “eredi di Fermi” che ancora non hanno prodotto nulla di scientificamente rilevanteChi lo dice? Dove? Quando? Mettere i riferimenti alle fonti!
ma che sono molto abili nel procurarsi posizioni di potere: Cabibbo è stato Presidente dell’INFN e dell’ENEA, Petronzio è l’attuale Presidente dell’INFN, Parisi ha presieduto il Comitato di Alta Consulenza che ha portato Maiani alla Presidenza del CNR.Oh, finalmente un timido tentativo di riferimenti bibliografici... ma ancora non ci siamo, riprovi: mancano autori e pagine.
Maiani è stato Presidente dell’INFN e Direttore del CERN provocando danni devastanti ad entrambe le istituzioni. Particolarmente critica fu la sua gestione del CERN come è dimostrato da numerosi documenti (si veda, per esempio, Nature del 4 ottobre e dell’11 ottobre 2001).
Letizia Moratti, allora Ministro della Ricerca, riuscì a risolvere la crisi e impedì una bruttissima figura all’Italia. Da ricordare che Parisi e Petronzio manifestavano nelle piazze italiane contro la Moratti proprio mentre lei si impegnava a salvare la faccia (e non solo) al loro sodale Maiani.E quindi? Non si può manifestare il proprio dissenso?
Tutto questo non potrà essere dimenticato. Sarebbe pertanto utile per il bene di tutti e, soprattutto, del CNR che Maiani facesse un passo indietro.Sembra quasi una minaccia!?
Invito anche i colleghi della Commissione Cultura del centrosinistra ad informarsi meglio prima di esprimere giudizi non basati sui fatti e chiaramente in malafede.Qui, ovviamente, si rasenta il tragicomico... :-) Paolo Rossi direbbe: "paradosso, negacion de l'evidencia, insulti al clero y apoteosis final".
Questo invito è inoltre particolarmente rivolto al Sottosegretario Luciano Modica. On. Gabriella CarlucciInsomma, "On. Gabriella Carlucci", meglio se torna al prossimo appello. E studi!!
S.
P.S. Ovviamente quanto sopra è da prendere in tono ironico... e didattico. Ci tengo in particolare a sottolineare l'aspetto didattico: per spiegare come si scrive, spesso il modo migliore è di far vedere come non si scrive, come ad esempio qui. Grazie alla Carlucci per un "buon" (!) esempio.
Friday, 7 December 2007
Perché?
Perché gli studenti sono sempre peggio? Ci sono vari motivi secondo me.
E comunque, infine, forse gli studenti non sono sempre peggio; forse siamo noi docenti che, invecchiando, li percepiamo in modo differente...
S.
- Le scuole superiori. Senza gli esami di riparazione a settembre, gli studenti imparano una modalità di studio "pigra": se una materia X non mi piace (o non sono in grado di capirla) non la studio, tanto mi promuovono lo stesso.
- I modelli della televisione. Fare il furbo, evadere le tasse, depenalizzare il falso in bilancio, raccomandare parenti e amici, e altri comportamenti poco virtuosi dei "VIP" portano a ragazzi che vogliono avere molto facendo poco. Magari fare la velina, il calciatore che non lavora e si diverte ecc. ecc. Lo studio richiede fatica e motivazione: se la cultura non è percepita come importante, la motivazione manca.
- La riforma del "3+2". Qualche anno fa, si è passati dalle vecchie lauree di 4-6 anni a un nuovo modello con laurea "breve" di 3 anni seguita da laurea specialistica di ulteriori 2 anni. È ovvio che con questo modello le immatricolazioni al primo anno aumentano (si iscrivono anche quelli che non si sarebbero iscritti davanti a un percorso di 5 anni), ed è anche ovvio che in media questi sono meno motivati di chi pensa alla laurea di 5 anni. Non sto criticando il 3+2, io sono anzi convinto che sia una buona idea, ma l'effetto è che il livello medio degli studenti dei primi 3 anni si abbassa.
- Il livello dei docenti (più basso). Se, come discusso altrove, la professione del docente non è attraente (né economicamente, né socialmente), i più bravi non fanno il docente, e quindi all'università ci finisce gente meno brava (tipo me?!?).
E comunque, infine, forse gli studenti non sono sempre peggio; forse siamo noi docenti che, invecchiando, li percepiamo in modo differente...
S.
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