Un post interessante...
S.
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Sunday, 17 March 2013
Monday, 14 February 2011
Post, P.S. e commenti
A volte il P.S.
e i commenti sono più importanti dei post.
S.
Ps. A seguito del mio post su Valutazione e burocrazia mi è stato segnalato che, secondo sviluppi recenti di cui non ero a conoscenza, è stato deciso che nella prossima tornata del Rae non si farà uso di un sistema automatico di valutazione.
e i commenti sono più importanti dei post.
S.
Saturday, 6 November 2010
Almalaurea, TWM, & co.
Ritorno sulle statistiche di Almalaurea e sui confronti fra Informatica, TWM, e altre lauree. Mettendo insieme alcuni degli ultimi post e qualche dato sulle scuole di provenienza, ho ottenuto tre grafici, il primo sul voto di diploma e gli altri due sul tipo di scuola di provenienza (siccome i dati temporali sulla scuola di provenienza sono più difficili da rappresentare graficamente, ho riportato due indicatori di "bontà" per le lauree tecnico-scientifiche: percentuale di provenienza da liceo classico, scientifico e tecnico e da liceo scientifico e tecnico).
Io da questi dati deduco che non ci sono differenze apprezzabili fra Informatica e TWM. Deduco anche che invece ci sono differenze importanti con Ingegneria e Matematica. E che sarebbe opportuno andare nella direzione di una laurea in Ingegneria informatica --- e invece niente, anzi con la nuova specialistica interfacoltà e interclasse (più o meno obbligata, d'accordo) si va verso Scienze e tecnologie MM... Mah.
Nel frattempo, a ingegneria hanno prodotto un documento con statistiche interessanti sui voti medi degli esami. Ora che i dati sono disponibili in un sistema informativo integrato, sarebbe il caso di farlo anche a Scienze. Ripeto: per uno "scienziato", il punto di partenza dovrebbero essere i dati, non le impressioni né tantomeno le opinioni...
[Contento, Paolo? :) ]
S.
Io da questi dati deduco che non ci sono differenze apprezzabili fra Informatica e TWM. Deduco anche che invece ci sono differenze importanti con Ingegneria e Matematica. E che sarebbe opportuno andare nella direzione di una laurea in Ingegneria informatica --- e invece niente, anzi con la nuova specialistica interfacoltà e interclasse (più o meno obbligata, d'accordo) si va verso Scienze e tecnologie MM... Mah.
Nel frattempo, a ingegneria hanno prodotto un documento con statistiche interessanti sui voti medi degli esami. Ora che i dati sono disponibili in un sistema informativo integrato, sarebbe il caso di farlo anche a Scienze. Ripeto: per uno "scienziato", il punto di partenza dovrebbero essere i dati, non le impressioni né tantomeno le opinioni...
[Contento, Paolo? :) ]
S.
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Monday, 25 October 2010
Premio Telecom
Notizia :)
S.
20 mila euro per un programma sviluppato al dipartimento di Matematica e informaticaRicerca e web, premio Telecom a un progetto nato nei laboratori dell'ateneo friulano
Sistema automatico per ottenere da internet le informazioni giuste, nel posto giusto, al momento giustoUn programma che seleziona automaticamente da internet informazioni e applicazioni utilizzabili dall’utente di un dispositivo mobile (palmari e smarth phone) sulla base del luogo e della situazione in cui si trova. È il Context-Aware Browser, il sistema ideato da un gruppo di informatici del laboratorio di Sistemi mobili dipendenti dal contesto (Smdc) dell’università di Udine, premiato da Telecom Italia con un riconoscimento di 20 mila euro nell’ambito del progetto Working Capital. Scopo dell’iniziativa, infatti, è sostenere l’innovazione attraverso la valorizzazione dei giovani talenti e la promozione delle iniziative imprenditoriali in internet.Il Context-Aware Browser è un browser (programma che consente di visualizzare i contenuti delle pagine web e di interagire con essi) che permette una navigazione nel mondo digitale sulla base della situazione in cui ci si trova nel mondo reale. «L’idea generale alla base del progetto – spiega il portavoce del gruppo, l’udinese Luca Vassena, dottorando in Informatica – è poter ottenere automaticamente le applicazioni e le informazioni giuste, nel posto giusto, al momento giusto».Ad esempio, entrando in una città il Context-Aware Browser mostra automaticamente all’utente informazioni relative alla città, ai luoghi d’interesse, agli eventi ecc. Oppure, all’ora di cena, se l’utente non è a casa, il programma consiglia automaticamente i locali dove poter andare a mangiare, filtrandoli in base alle sue preferenze. Quando poi una persona entra nella propria abitazione, il dispositivo mobile fornisce automaticamente l’applicazione web che si collega con l’impianto domotico per controllare la casa. L’applicazione viene quindi rimossa nel momento in cui la persona esce dall’abitazione.Nel centro commerciale, invece, il dispositivo ottiene l’applicazione web per gestire la lista della spesa e permette di ricevere avvisi pubblicitari mirati in base al singolo utente e alle sue preferenze. E ancora, in un museo il dispositivo dell’utente mostra automaticamente la guida turistica relativa a quel museo, dando informazioni dettagliate sulle opere a cui il visitatore si avvicina o consigliando percorsi particolari in base al suo profilo.Al progetto, realizzato presso il laboratorio di Sistemi mobili dipendenti dal contesto del dipartimento di Matematica e informatica, in collaborazione con lo spin off MoBe srl, hanno lavorato un gruppo di ricercatori e assegnisti di ricerca coordinati dai docenti Paolo Coppola e Stefano Mizzaro.
25/10/2010
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Friday, 25 September 2009
Almalaurea, statistiche, e dintorni.
Uno degli argomenti più frequenti nei consigli della mia facoltà è la differenza fra gli studenti di Informatica e TWM (lauree triennali) e Informatica e Tecnologie dell'informazione (lauree specialistiche). Quando si solleva la questione, di solito è sempre per dire che:
S.
- gli studenti di TWM sono di qualità inferiore, e me ne accorgo durante il mio insegnamento di XXX;
- il corso di TWM è più facile.
S.
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Thursday, 2 July 2009
Thursday, 4 December 2008
PRIN 2008
Senz'altro nell'università italiana ci sono cose che non vanno: cervelli (e corpi) che emigrano, nessuno che immigra, concorsi "truccati", meccanismi di reclutamento farraginosi, mancanza di valutazione, valutazioni sbagliate, ecc. Ma c'è anche altro.
Ogni anno (a parte qualche... ritardo, ma facciamo finta di niente) il... generoso ministro per l'università e la ricerca bandisce il cosiddetto progetto PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale). Nel 2008 il PRIN ha un budget totale di quasi 96 milioni di euro. In Italia siamo circa 60.000 docenti universitari "strutturati" (ordinari, associati e ricercatori); poi ci sono almeno altrettanti "non strutturati" che non possono fare domanda (precari, dottorandi, assegnisti di ricerca, ecc.)
Semplice calcolo: quanto tocca in media a ogni ricercatore italiano?
96.000.000 / 60.000= 1.600 euro considerando solo gli strutturati
96.000.000 / 60.000 / 2 = 800 euro considerando tutti
Certo, questi sono finanziamenti a progetto, non a pioggia, e quindi questo calcolo lascia un po' il tempo che trova. Però vorrà pur dire qualcosa...
Senz'altro nell'università italiana ci sono cose che non vanno. Questa è una di quelle.
P.S. Una considerazione: con un progetto europeo si viene finanziati per cifre dell'ordine di qualche centinaio di migliaia di euro. Cosa mi conviene fare? Cercare di vincere un PRIN all'anno per 100 volte o un progetto EU per una volta?
S.
Ogni anno (a parte qualche... ritardo, ma facciamo finta di niente) il... generoso ministro per l'università e la ricerca bandisce il cosiddetto progetto PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale). Nel 2008 il PRIN ha un budget totale di quasi 96 milioni di euro. In Italia siamo circa 60.000 docenti universitari "strutturati" (ordinari, associati e ricercatori); poi ci sono almeno altrettanti "non strutturati" che non possono fare domanda (precari, dottorandi, assegnisti di ricerca, ecc.)
Semplice calcolo: quanto tocca in media a ogni ricercatore italiano?
96.000.000 / 60.000= 1.600 euro considerando solo gli strutturati
96.000.000 / 60.000 / 2 = 800 euro considerando tutti
Certo, questi sono finanziamenti a progetto, non a pioggia, e quindi questo calcolo lascia un po' il tempo che trova. Però vorrà pur dire qualcosa...
Senz'altro nell'università italiana ci sono cose che non vanno. Questa è una di quelle.
P.S. Una considerazione: con un progetto europeo si viene finanziati per cifre dell'ordine di qualche centinaio di migliaia di euro. Cosa mi conviene fare? Cercare di vincere un PRIN all'anno per 100 volte o un progetto EU per una volta?
S.
Thursday, 17 April 2008
Son soddisfazioni...
Sono rientrato dal convegno a cui ho partecipato un paio di settimane fa. È stato molto bello, soprattutto per i riconoscimenti informali e soggettivi dei partecipanti al convegno, che mi hanno ripetutamente fatto i complimenti per le mie pubblicazioni, che mi hanno detto di attendere con trepidazione i miei prossimi lavori, che mi hanno chiesto se è possibile averne una bozza in anteprima, che mi hanno fatto notare come uno dei miei lavori sia menzionato in uno dei libri piu' di prossima uscita, scritto da luminari del mio settore, come uno dei due "best papers" degli ultimi 30 anni.
Rientrando mi dicevo: "queste sono soddisfazioni, altro che l'h-index..." Appunto "soddisfazioni". Non misure di quanto uno sia bravo. Sono-solo-semplici-soddisfazioni-personali. Fare i professori universitari è sempre meglio che lavorare: pensiamo a divertirci (nel senso alto e ampio del termine).
S.
Rientrando mi dicevo: "queste sono soddisfazioni, altro che l'h-index..." Appunto "soddisfazioni". Non misure di quanto uno sia bravo. Sono-solo-semplici-soddisfazioni-personali. Fare i professori universitari è sempre meglio che lavorare: pensiamo a divertirci (nel senso alto e ampio del termine).
S.
The biG problem
G**gle, we have a problem.
I often attend information retrieval conferences (that's part of my job). It is well known that, in recent years, at these conferences, one can feel an increasing negative attitude towards G**gle. The reason, stated bluntly, is that "they hire all our best PhDs - and even PhD students. That whouldn't be a problem per se; the problem is that they do not give anything back to the field: they do not publish, they do not provide query log data, they do not reveal the secrets of they search engine algorithms, etc. They take and do not give anything back".
One might say that G**gle gives back something: some free receptions at conferences. Well, that's not that much - also considering that they just feed us, and the food is... erm... far from excellent ;-)
More seriously, I see (I might be wrong) a further slight change in last months: there are rumors that people are beginning to leave G**gle. This is perhaps not surprising: who has been working there for 5 years or so has probably realized that he/she is "locked" there, with no career opportunity out there in the real world (if you don't publish, you won't get known); also, he/she is probably rich enough to afford leaving and (re)starting a career.
And this might make a big difference: if G**gle looses its people, it will loose everything. I mentioned these things to a couple of G**glers one week ago; let's see if this sorts any effect...
S.
I often attend information retrieval conferences (that's part of my job). It is well known that, in recent years, at these conferences, one can feel an increasing negative attitude towards G**gle. The reason, stated bluntly, is that "they hire all our best PhDs - and even PhD students. That whouldn't be a problem per se; the problem is that they do not give anything back to the field: they do not publish, they do not provide query log data, they do not reveal the secrets of they search engine algorithms, etc. They take and do not give anything back".
One might say that G**gle gives back something: some free receptions at conferences. Well, that's not that much - also considering that they just feed us, and the food is... erm... far from excellent ;-)
More seriously, I see (I might be wrong) a further slight change in last months: there are rumors that people are beginning to leave G**gle. This is perhaps not surprising: who has been working there for 5 years or so has probably realized that he/she is "locked" there, with no career opportunity out there in the real world (if you don't publish, you won't get known); also, he/she is probably rich enough to afford leaving and (re)starting a career.
And this might make a big difference: if G**gle looses its people, it will loose everything. I mentioned these things to a couple of G**glers one week ago; let's see if this sorts any effect...
S.
Caos... calmo
16 aprile 2008. Un battito d'ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas. Ed Lorenz.
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Saturday, 23 February 2008
Perché faccio ricerca
Sono ormai più di 15 anni che mi sono laureato, e di fatto sono circa 18 anni che "faccio ricerca" (ho cominciato nella mia tesi di laurea). Fare ricerca vuol dire studiare, ipotizzare, sperimentare, verificare, confrontare. Vuol dire cercare di capire il perché delle cose. Vuol dire cercare di costruire cose migliori di quelle che ci sono. Fare ricerca vuol dire tante cose, e non è facile spiegarlo, e comunque non è l'argomento di questo post.
Qui vorrei scrivere perché io faccio ricerca.
Per un po' di anni mi sono risposto dicendomi:
Ma ultimamente mi sono dato un'altra risposta. Lo spunto mi è venuto dall'osservazione che ci sono alcune cose che mi danno fastidio al di fuori della scienza. Mi dà fastidio l'ipocrisia, la falsità. L'arroganza. L'ingiustizia. La disonestà. (ovviamente di tutte queste cose si fa indigestione non appena si segue un po' la politica italiana...) Mi piacciono la correttezza, la giustizia, la verità. E mi sono reso conto che la scienza è forse l'attività umana che porta più vicino alla verità, alla giustizia. Non la religioni, che privilegiano "il verbo", "la parola di Dio" alle osservazioni e alla verità (se io vedo una cosa e la Bibbia ne dice un'altra, vince la Bibbia, cfr. Galileo...). Non la giurisprudenza, la politica, l'economia, la filosofia, lo studio dell'etica, che sono troppo "umane" - e quindi troppo influenzabili e influenzate.
Ma la scienza, che nonostante alcuni limiti, segue regole precise, persegue obiettivi precisi. Con la scienza si sa come si devono dimostrare le cose. Si sa che alcune cose sono, almeno per ora, non dimostrabili. Si sa che l'obiettivo è capire com'è fatto il mondo "là fuori".
Certo, poi la scienza è fatta dagli scienziati, e gli scienziati sono umani, quindi... però c'è una comunità che segue un insieme di regole precise (il metodo Galileiano, il peer review, ...), che dà valore allo scetticismo, allo spirito critico. Se una cosa è palesemente falsa, lo scienziato che se ne accorge lo dice.
Sì, il mio lavoro (fare scienza) mi piace anche perché è Giusto.
S.
Qui vorrei scrivere perché io faccio ricerca.
Per un po' di anni mi sono risposto dicendomi:
Perché mi piace. Mi piace scoprire cose nuove. Mi piace l'idea di "vedere più lontano", come i giocatori di scacchi. Mi piace "vedere cose che nessun uomo ha mai visto prima".Ma questa è una visione un po' romantica e romanzata. In realtà alla fine fare ricerca spesso si riduce a passare molto tempo a capire cosa hanno fatto gli altri, per poter salire "sulle spalle dei giganti" e vedere lontano grazie a loro, e poi a passare molto altro tempo e a fare tanta fatica per vedere un pezzetto più in là.
Ma ultimamente mi sono dato un'altra risposta. Lo spunto mi è venuto dall'osservazione che ci sono alcune cose che mi danno fastidio al di fuori della scienza. Mi dà fastidio l'ipocrisia, la falsità. L'arroganza. L'ingiustizia. La disonestà. (ovviamente di tutte queste cose si fa indigestione non appena si segue un po' la politica italiana...) Mi piacciono la correttezza, la giustizia, la verità. E mi sono reso conto che la scienza è forse l'attività umana che porta più vicino alla verità, alla giustizia. Non la religioni, che privilegiano "il verbo", "la parola di Dio" alle osservazioni e alla verità (se io vedo una cosa e la Bibbia ne dice un'altra, vince la Bibbia, cfr. Galileo...). Non la giurisprudenza, la politica, l'economia, la filosofia, lo studio dell'etica, che sono troppo "umane" - e quindi troppo influenzabili e influenzate.
Ma la scienza, che nonostante alcuni limiti, segue regole precise, persegue obiettivi precisi. Con la scienza si sa come si devono dimostrare le cose. Si sa che alcune cose sono, almeno per ora, non dimostrabili. Si sa che l'obiettivo è capire com'è fatto il mondo "là fuori".
Certo, poi la scienza è fatta dagli scienziati, e gli scienziati sono umani, quindi... però c'è una comunità che segue un insieme di regole precise (il metodo Galileiano, il peer review, ...), che dà valore allo scetticismo, allo spirito critico. Se una cosa è palesemente falsa, lo scienziato che se ne accorge lo dice.
Sì, il mio lavoro (fare scienza) mi piace anche perché è Giusto.
S.
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